Legalità, immigrati, lotta alle mafie: ecco il programma

“Al centro del nostro programma la legalità, gli immigrati e la lotta alle mafie […]”

Ecco uno stralcio dell’intervista rilasciata a La Repubblica martedì 19 febbraio, per leggere l’articolo integrale clicca qui

Colonizzazione criminale della Lombardia causata da politica miope

“Era il 1990 quando, in qualità di consulente della commissione Antimafia, denunciai  il fenomeno delle infiltrazioni mafiose nella periferia milanese. Si era appreso delle riunioni di Buscetta a Milano in via larga 13, della pervasività con cui i capitali del traffico di droga inquinavano l’economia lombarda, ma l’allarme lanciato non fu allora accolta dalla politica locale”.

È quanto dichiara Pietro Grasso, candidato PD capolista al Senato nel Lazio,  nel  corso di un incontro a Paderno Dugnano, al circolo Falcone e  Borsellino, già noto alle cronache per aver ospitato riunioni di ndranghetisti, durante la presentazione del libro ‘Buccinasco’ di Nando Dalla Chiesa e Martina Panzarasa.

Grasso prosegue: “Al contrario, le amministrazioni locali hanno sistematicamente proceduto con caparbia miopia nel nascondere la polvere sotto il tappeto, al punto da far divenire iniziali infiltrazioni una vera e propria colonizzazione”.  L’ex procuratore nazionale antimafia, oggi candidato Pd , quindi conclude :”Non resta che chiedersi come si potranno recuperare 23 anni di irresponsabile ottusità da parte delle giunte regionali che si sono susseguite nel favorire un clima di fertilità economica per la criminalità organizzata”.

Spezzare l’accordo tra corrotti e corruttori

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Intervista di Francesco La Licata per La Stampa

Cì risiamo, dott. Pietro Grasso? Ancora Tangentopoli?

«Non amo cercare similitudini e suggestioni. Spesso la realtà è più dura, anche senza ricorrere al confronto con avvenimenti del passato. E il presente ci dice che siamo di fronte ad un diffusissimo sistema di corruzione, del resto abbondantemente confermato da autorevoli istituzioni che quantificano in 50/60 miliardi l`anno il danno subito dai cittadini che, invece, pagano le tasse e vivono onestamente».

Ma non erano state messe in cantiere poderose leggi per arginare il fenomeno?

«Per la verità mi è capitato, durante la permanenza alla Procura nazionale, di fare il giro delle sette chiese tra aule parlamentare e commissioni, alla ricerca di un cenno responsabile da parte del mondo della politica. Ma le nostre proposte non hanno trovato accoglienza, basti pensare all`inadeguatezza acclarata della legge anticorruzione, troppo blanda per poter attaccare un sistema fondato sul tacito accordo fra corrotto e corruttore per i quali vengono addirittura previste le stesse pene».

Come si può incrinare, allora, questo tacito accordo?

«Penso a cosa accadrebbe se si introduessero, per esempio, norme premiali per chi consente di far emergere episodi di corruzione. Questo tipo di “incentivazione” potrebbe essere estesa ai funzionari della pubblica amministrazione che spesso sono pedine importanti della corruzione e sarebbero in grado di offrire elementi di prova fondamentali, se protetti adeguatamente dalla pressione dei loro superiori».

Va in controtendenza, dottor Grasso. C`è chi sostiene che le tangenti sono importanti per il buon andamento dell`economia e che all`estero vengono pagate alla luce del sole.

«Non si può paragonare ciò che accade in Italia con la prassi lobbista di altri Paesi, dove i grandi avvocati d`affari sono regolarmente iscritti ad un albo, fatturano gli onorari e pagano le tasse. E tutto si svolge in modo trasparente».

E cosa dice sulle cosiddette inchieste ad orologeria?

«Abbiamo più volte spiegato che non esiste magistrato in grado di stabilire a tavolino e pianificare l`iter di un processo. Spesso i giudici sono condizionati dai termini di prescrizione che si sono visibilmente accorciati grazie alle varie leggi ad personam varate dal precedente Parlamento, per non dire del momento della custodia cautelare dove il giudice non può assolutamente scegliere i tempi».

Come si fa, allora, a ipotizzare una riforma per rendere efficiente l`amministrazione della giustizia?

«Bisognerà ricorrere, col più ampio dei consensi, ad una sorta di Costituente. Penso alla realizzazione di un blog dove possano confluire i contributi di specialisti del Diritto che hanno a cuore le sorti del paese. Immagino che si debba procedere per priorità, partendo dalla caccia ai soldi dei grandi poteri criminali, passando poi per la corruzione e introducendo nuovi strumenti di aggressione, dalla reintroduzione del falso in bilancio, all`autoriciclaggio, alla frode fiscale con un tetto più basso in modo che si possa indagare su un maggior numero di episodi».

E l`inappellabilità del pm in caso di assoluzione in primo grado?

«La proposta è già stata cestinata perché palesemente anticostituzionale. Semmai penserei all`abolizione completa del secondo grado, che ci consentirebbe di accelerare i processi (riuscendo forse a restare nel termine dei 6 anni imposto dalla Ue) e recuperare giudici e personale da impiegare in altri uffici del primo grado».

Per concludere, una risposta sull`emergenza carcere.

«Abbiamo 20 mila detenuti in più di quanti ne possa reggere il sistema: ci vuole una riforma strutturale che passi per una saggia depenalizzazione e incida sulle norme che determinano i flussi carcerari. Ci sono strumenti validi: la legge che consente il lavoro fuori dal carcere, o la possibilità di curare i detenuti tossicodipendenti nei centri di recupero. E` un tema ampio e importante, ne riparleremo».

Fonte: La Stampa

Incontro elettorale in Lombardia dal 15 al 17 febbraio

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Dal 15 al 17 febbraio il candidato Pietro Grasso sarà in Lombardia per alcuni incontri ed appuntamenti. Di seguito il calendario.

Venerdì 15 febbraio
Alle 15:45 a Varese per una conferenza stampa con Umberto Ambrosoli, candidato Pd alla presidenza della Regione Lombardia. Appuntamento presso la sede del Pd di Varese, via Monterosa, 26.

Alle  17:00 a Milano per il seminario ‘Giustizia e diritti, le riforme che ci servono’ che si terrà presso la Camera del Lavoro Metropolitana – sala Buozzi in Corso Porta Vittoria, 43. Insieme a me interverranno Stefano Dambruoso, Salvatore Scuto, Milly Moratti, Onorio Rosati, Fabio Roia.

Sabato 16 febbraio
Alle ore 12:00 a Brescia per una conferenza stampa al Bar della Stampa in Piazza della Loggia.

Alle ore 15:00 a Seriate per un incontro-dibattito con Massimo Mucchetti e Piero Fassino che siterrà presso la Biblioteca comunale in via Italia, 58

Alle ore 18:30 a Olgiate Molgora per un incontro con la cittadinanza presso la Sala civica in viale Sommi Picenardi.

Domenica 17 febbraio
Alle 10:30 a Paderno Dugnano per la presentazione del libro ‘Buccinasco’ di Nando Dalla Chiesa e Martina Panzarasa, edito da Einaudi. Appuntamento al Centro di aggregazione sociale Falcone e Borsellino

 

Aboliamo la prescrizione dopo il rinvio a giudizio

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Il sovraffollamento nei penitenziari è gravissimo. L’Ue ci chiede di risolverlo in un anno e il nuovo Parlamento dovrebbe occuparsene immediatamente, rimettendo mano al Piano carceri, approvando misure alternative e depenalizzazione di alcuni reati, consentendo ai tossicodipendenti di curarsi all’esterno e non usando la custodia cautelare come anticipazione della pena […]”

Ecco uno stralcio dell’intervista rilasciata al quotdiano Avvenire giovedì 14 febbraio 2013, per leggere l’articolo integrale clicca qui

Non si imbavaglia l’azione penale

I cittadini hanno diritto di conoscere le sentenze e l’esito delle azioni della magistratura anche nel pieno di una campagna elettorale, tanto più che si stratta di inchieste frutto di lunghe indagini, iniziate ben lontano dal periodo elettorale. Il coro di proteste e polemiche da parte di esponenti politici della destra deve preoccuparci perché in Italia c’è qualcuno che vorrebbe mettere il bavaglio all’azione penale e all’informazione, è la solita, vecchia, tentazione. Io penso che sarebbe molto grave se, con la scusa del voto, si mettessero sotto il tappeto i fatti di questi giorni.

Ambiente e legalità per superare la crisi

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“Non possiamo più permetterci di essere miopi: tutela ambientale e paesaggistica, sviluppo sostenibile e legalità sono saldati in un unico impegno: la lotta alle ecomafie” È quanto ha dichiarato Pietro Grasso, capolista Pd al Senato del Lazio durante il dibattito organizzato da Legambiente “Mercati Illegali”.

E prosegue: “L’educazione alla legalità è l’esatto contrario della cultura del condono così come la lotta ad ogni forma di corruzione passa per normative stringenti, soprattutto in materia ambientale,  attraverso il rafforzamento della prevenzione,  un irrigidimento del quadro sanzionatorio per i reati ambientali e una migliore cooperazione internazionale “. Grasso ha quindi concluso il suo intervento rilevando che ” è possibile sconfiggere la crisi con scelte  ecosostenibili, come la green tech e il turismo enogastroalimentare. Ambiente e legalità sono quindi i due volani economici su cui è più lungimirante investire”.

Carceri: comprensibile il rammarico di Napolitano

Il parlamento uscente è stato ostaggio di veti che non hanno consentito il varo di norme contro il sovraffollamento delle carceri: tutti ricordiamo quel venerdì nero, lo scorso dicembre, quando una inversione dell’ordine del giorno dell’Aula portò all’accantonamento della legge sulle pene alternative e alla approvazione della riforma della professione forense. Le nuove Camere, perciò, dovranno intervenire con urgenza.

Occorrono provvedimenti efficaci, cioè in grado di affrontare davvero il problema: si può prendere in considerazione anche l’eventualità di una amnistia che però non basta perchè riguarderebbe pochi casi. Non si faccia l’errore di invocare leggi-bandiera. Io torno a dire che interventi sulla legge ‘Bossi-Fini’, sulla ‘Giovanardi’ e sulla ex ‘Cirielli’ potrebbero davvero andare incontro alle esigenze della popolazione carceraria. I governi Berlusconi e Monti hanno dato prova di una gestione del problema carcerario assolutamente inadeguata ed e’ comprensibile che di fronte a questo immobilismo il Capo dello Stato esprima rammarico ed esorti il legislatore a fare il suo dovere.

Racket e usura sono in aumento nel viterbese

Intervista di Roldano Cisternino rilasciata a ViterboOggi il 6 febbraio 2013

Mercoledì 6 febbraio alle 17.30 alla Chiesa degli Almadiani Pietro Grasso, ex Procuratore nazionale antimafia e attuale candidato per il Pd come capolista al Senato nel Lazio, incontrerà i cittadini di Viterbo. Per lui è un ritorno a distanza di pochi mesi: lo scorso luglio a Caffeina aveva presentato il suo ultimo libro “Liberi tutti. Lettera a un ragazzo che non vuole morire di mafia”. Raggiunto telefonicamente, Grasso ha accettato di rispondere ad alcune domande.

Le mancherà la magistratura?

Ho servito lo Stato in qualità di magistrato per 43 anni. Ho fatto sacrifici e messo tutto il mio impegno per raggiungere obiettivi importanti e condivisi. Ovviamente mi mancherà la magistratura. Ma la stessa determinazione e i medesimi obiettivi sono quelli che ho traslato nel mio impegno politico. Servirò lo Stato con gli stessi fini ma con altre vesti.

Perché questo cambiamento?

Ho sentito che era necessario trovare una nuova strada per raggiungere i miei scopi. Tutte le volte che sono stato audito nelle varie commissioni giustizia e antimafia, per contribuire alla discussione su provvedimenti che riguardavano le mie competenze, mi trovavo ad esporre i miei convincimenti e le mie proposte. Purtroppo non ho quasi mai avuto la fortuna di vederle tramutarsi in norme. Ho quindi deciso di dare una veste politica al mio pensiero per influire dall’interno alle riforme sui temi della giustizia.

Sinteticamente, quali saranno le sue prime proposte da senatore?

Autoriciclaggio, falso in bilancio, conflitto di interessi.

I problemi del carcere viterbese di Mammagialla sono comuni a tutto il sistema carcerario. Come pensa sia opportuno intervenire per questa emergenza?

Occorrono riforme strutturali. Il problema principale è la carenza di polizia penitenziaria, ne è un esempio il carcere di Mammagialla dove manca circa il 40% di personale, a fronte di presenze che sfiorano il doppio della capienza.
Dobbiamo intervenire tempestivamente con pene alternative, depenalizzazione, riforma delle leggi Bossi-Fini, Fini-Giovanardi ed ex Cirielli, finanziamento della legge Smuraglia per il lavoro infra ed extra murario, recupero dei tossicodipendenti.

Quale è la fotografia della criminalità nel viterbese?

Nella provincia il problema principale è lo spaccio di droga che trova i suoi canali di rifornimento dalla Capitale. Inoltre non possiamo escludere la presenza di una criminalità che riesce a infiltrarsi nei gangli economici della provincia attraverso investimenti in attività lecite. Sta infine aumentando molto il rischio racket e usura in tutta la zona, come avviene sempre in tempi di crisi.

‘Ndrangheta: da Dda e Dia ottimo lavoro

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Commento all’operazione del 30 gennaio 2013

La DDA di Roma e la DIA hanno svolto un ottimo lavoro con l’operazione che oggi ha portato al sequestro di beni a Roma ed in Calabria. Si tratta della prosecuzione di importanti indagini che stanno dimostrando sempre di più che il Lazio, ed in particolar modo Roma, sono al centro degli interessi delle mafie soprattutto per il riciclaggio ma anche per costruire possibili basi per affari criminali.

L’operazione di oggi dimostra la validità degli strumenti legislativi e operativi a disposizione della magistratura e delle forze di polizia che però si possono ancora migliorare con l’accesso a banche dati e archivi dei conti bancari cui già può accedere l’agenzia generale delle entrate e con nuove competenze alle DDA su reati come riciclaggio e autoriciglaggio, impiego di profitti illeciti in attività legali, corruzione, frode fiscale e falso in bilancio.